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“LA FALDA E LA SUA ENORME IMPORTANZA NELL’URBANISTICA”

http://www.reggionline.com/?q=content/reggio-emilia-anche-dario-fo-contro-il-park-vittoria-leggi

DUCK 13

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Reggio Emilia, anche Dario Fo contro il Park Vittoria
22 Set 2015
Il premio Nobel sarà a Reggio il 3 ottobre per partecipare al sit-in “Papere al Park Vittoria: creiamo un’oasi naturalistica”. Il suo intervento: “Reggio faccia come Catania, deve bloccare i furbastri”
REGGIO EMILIA – Anche il premio Nobel Dario Fo dice no al Park Vittoria di Reggio. In un intervento scritto di suo pugno, e diffuso da Francesco Fantuzzi di Città Aperta, Fo è anche pronto – impegni permettento – a partecipare al sit-in “Papere al Park Vittoria: creiamo un’oasi naturalistica” in programma il 3 ottobre. Tutto per fermare il cantiere.

LA FALDA E LA SUA ENORME IMPORTANZA NELL’URBANISTICA
di Dario Fo
Già Ippocrate, medico e geografo greco, avvertiva dell’attenzione che bisogna tenere nel servirsi delle falde acquifere e del loro transito ai vari livelli del terreno. Se si agisce senza conoscenza del problema, si rischiano come minimo inondazioni e disastri, nei quali tutta una città può trovarsi invasa dalle acque.
E’ quello che è successo a Reggio Emilia, dove il Comune a maggio 2011 aveva deciso di affidare ad un grande imprenditore, un principe siciliano dal nome altisonante – Filippo Lodetti Alliata – specializzato in costruzione di garage sotterranei, il compito di iniziare a scavare in un grande slargo del centro urbano (Piazza Vittoria) per realizzare il posteggio in questione.
Il comune non si è informato con sufficiente attenzione sull’imprenditore ingaggiato. Francesco Fantuzzi, uno dei promotori del movimento contestatario, ha infatti scoperto che Reggio parcheggi Spa è un’impresa singolare: al momento della stipula non aveva sede a Reggio ma in provincia, a Bibbiano. Per di più, al numero civico 2 di via Vittorio Veneto, dove si sarebbe dovuta trovare, non c’erano indicazioni. “L’abbiamo cercato per giorni” – assicura Fantuzzi. Stiamo rivivendo il clima di un capitolo de “Le anime morte” di Gogol, dove i protagonisti della storia sono inesistenti. Quindi il Comune di Reggio ha trattato con il nulla, sia dal punto di vista giuridico che da quello imprenditoriale… che strano Comune! E soltanto dopo la denuncia di Fantuzzi (maggio 2014) l’impresa ha spostato la sede legale nel Comune che l’ha incaricata. Perchè?
I lavori sono cominciati nella seconda metà del 2014. Il primo risultato della trivellazione per raggiungere il sottosuolo è stata la scoperta di reperti antichi riguardanti i mosaici di una domus romana. Ma l’impresa non si è assolutamente soffermata nemmeno per un attimo a meditare sul prosieguo o meno dei lavori, ha tranquillamente continuato a scendere negli scavi a livelli sottostanti fino a intaccare una falda fondamentale che, invece d’essere rispettata e messa in condizione di fluire normalmente, la si è sfondata. Le acque sono uscite abbondantemente e hanno invaso lo slargo, creando un vero e proprio piano acquifero per l’intiera piazza.
A questo proposito ecco la recente testimonianza del gruppo contestatore.
Il 7 agosto i tecnici dell’AUSL di Reggio Emilia si sono recati al cantiere di Park Vittoria per effettuare i test antizanzare nella palude dello scavo.
Ebbene, a conferma di quanto già detto nei giorni scorsi, al cantiere i responsabili AUSL non hanno trovato nessuno, solo le zanzare.
Perché i tecnici del comune e il signor “tutto ok” Filippo Lodetti non erano presenti all’appuntamento in cantiere a collaborare con la AUSL di Reggio Emilia su una questione tanto delicata?
Qual è l’interesse pubblico? La salute di tutte e tutti o un inutile e dannoso parcheggio per il profitto di pochi?
Ma andiamo indietro di qualche giorno. Il 4 agosto secondo i programmi del Comune, la piazza doveva essere finita e coperta, invece c’erano 20 cm di acqua di falda in tutto lo scavo e, attenzione, che incidono anche sulla stabilità degli edifici circostanti.
In questi ultimi giorni d’estate è accaduto qualcosa di straordinario ed incredibilmente poetico. Svolazzanti sopra lo slargo d’acqua sono apparse delle anatre selvatiche che, dolcemente, si sono posate sull’acqua della piscina, starnazzando festose per quella scoperta per loro miracolosa.
Peccato che tutta l’area sia stata bloccata da una recinzione in legno che impedisce l’accesso alla zona centrale. Certamente oltre le anatre ci sarebbero stati benissimo i bambini rimasti in città, che avrebbero sguazzato festosi insieme alle anatre.
Questo pensiero ha prodotto l’idea che ha letteralmente esaltata l’intera città: il trasformare quella ferma palude in una piscina magica. Il giorno appresso ebbe inizio una strana festa dal titolo “Per quest’anno puoi cambiare, in piscina devi andare”. Era presente un folto gruppo di giovani, maschi e femmine, che inscenavano uno spettacolo davvero originale. Non potevano mancare il lettino da spiaggia, la sdraio, un colorato ombrellone e qualche gonfiabile.
Ogni partecipante indossava costumi da bagno e calzava sandali. Ancora più strano è stato vedere le signore passarsi e spalmarsi la crema abbronzante. Occhiali da sole in quantità, leggeri palloni lanciati dai ragazzini e radioline che diffondevano canzoni da spiaggia.
Fra di loro c’erano anche due vu cumprà, naturalmente finti.
Questa manifestazione ha avuto un grande successo: la gente si fermava incuriosita e chiedeva la ragione di quello strano spettacolo. Così ognuno veniva a sapere della sconsiderata decisione del Comune di sfondare il piano della piazza per questioni esclusivamente di profitto, senza curarsi dei danni creati ai cittadini, a partire dai gestori dei negozi che si affacciano sullo slargo, che ormai da mesi e mesi stanno perdendo tutti i propri clienti. E i cittadini spettatori hanno presunto soprattutto che l’impresa alla quale il Comune aveva commissionato i lavori fosse in gravi difficoltà finanziarie, tali da pregiudicare il prosieguo dei lavori. Era chiaro che appresso chi avrebbe dovuto rimborsare i denari di quel disastro sarebbero stati sempre i cittadini stessi.
Ora quegli stessi cittadini ritorneranno in piazza sabato 3 ottobre, alla ricerca delle anatre.
L’unica speranza è che si ripeta quella decisione di Catania, dove il comune ha bloccato all’istante i contatti con l’impresa che si stava comportando allo stesso modo dei furbastri di Reggio Emilia, per irregolarità amministrative, impedendo loro la messa in atto del progetto.

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