Onda su onda…

wifi palmaRAI3 Report – “WI-FI: segnale d’allarme”
https://www.youtube.com/watch?v=b8RPuknJWzk
https://www.youtube.com/watch?v=wbiHJ9FSBDM
https://www.youtube.com/watch?v=nY75HHvtCTo

In Germania il Wi-Fi, già dal 2007, è stato vietato in tutte le scuole di Francoforte e il governo Merkel ha chiesto ai tedeschi di privilegiare l’accesso via cavo. In Inghilterra genitori e insegnanti hanno costretto alcune scuole a smantellare i collegamenti di computer senza fili, cogliendo l’allarme lanciato da William Stewart presidente della Health Protection Agency. Alcuni scienziati ritengono che i bassi livelli di radiazione a micro-onde emessi dai trasmettitori potrebbero essere nocivi, causando perdita di concentrazione, mal di testa, fatica, problemi di memoria e di comportamento e sul lungo termine anche leucemia e l’insorgenza del cancro. In Canada il rettore dell’Università di Lakehead ha cablato con fibre ottiche il campus, disattivando tutte le centraline wi-fi perché si legge sul sito dell’ateneo è provato che le onde elettromagnetiche provocano disturbi comportamentali, ostacolano le funzioni cognitive, interferiscono con le onde cerebrali e favoriscono lo stress. Diverse biblioteche universitarie in Canada e in Francia hanno deciso di osservare il Principio di Precauzione ridimensionandone l’uso. (http://www.altrainformazione.it/wp/2010/12/02/nelle-scuole-inglesi-docenti-e-genitori-fanno-smantellare-i-collegamenti-wi-fi/).

Quando si dice ecosostenibilità e impatto ambientale…

Il governo italiano ha stanziato fondi per il potenziamento delle reti wireless nelle scuole e per mettere in sicurezza gli edifici scolastici dal punto di vista strutturale e impiantistico. E’ più pericoloso un calcinaccio che cade in testa a uno studente o un fascio di onde elettromagnetiche ad alta frequenza che gli friggono i neuroni? Sono entrambe sciagurate eventualità. Si ricorda che i pediatri vietano l’uso dei cellulari ai minori di 10 anni. Com’è possibile che un ministro non solo non sia informato sui rischi legati ai sistemi wi-fi, ma ignori una risoluzione del Comitato sull’ambiente, l’agricoltura e gli affari locali e regionali del Parlamento europeo che ha messo in guardia i paesi membri dai pericoli legati all’irraggiamento di onde elettromagnetiche? http://ricerca.gelocal.it/altoadige/archivio/altoadige/2011/07/14/AZLPO_AZL04.html

Danger on the airwaves: is the Wi-Fi revolution a health time bomb? The Independent, April 22, 2007

http://www.independent.co.uk/life-style/health-and-families/health-news/dange…; http://wifiinschools.org.uk/4.html

Vogliamo il Wi-Fi ovunque? Il Parlamento europeo mette in guardia dai rischi .

(http://altoadige.gelocal.it/bolzano, P. Frigato) “Si sono moltiplicati in provincia gli appuntamenti e le occasioni nelle quali si auspica la diffusione di tecnologie wireless e in particolare di spazi Wi-Fi gratuiti. Ci si interroga preoccupati: Trento supera Bolzano nel WiFi? Non mancano certo gli argomenti per asserire che un accesso facilitato all’Internet abbia molteplici ripercussioni positive per la collettività. Tuttavia non mancano le preoccupazioni associate al ricorso di massa a tecnologie wireless. Occorre chiarire che:[…] quanto ai sistemi di accesso alla rete WiFi può richiamarsi una risoluzione del maggio 2011 adottata all’unanimità dal Comitato sull’ambiente, l’agricoltura e gli affari locali e regionali del Parlamento europeo. La Commissione sostiene che le esposizioni a radiazioni elettromagnetiche comportano rischi sanitari collettivi tali da richiamare i pericoli e i gravi ritardi registrati in passato con l’amianto e il tabacco o le difficoltà più recenti incontrate nella regolamentazione dei pesticidi, dei metalli pesanti o degli organismi geneticamente modificati. Invita pertanto gli stati membri dell’UE a prendere tutte le misure che consentano di ridurre ragionevolmente l’esposizione ai campi elettromagnetici e a riconsiderare i limiti di esposizione vigenti”. Il punto 6 della risoluzione, ‘concernente la protezione dei bambini” dai telefoni portatitili e dai sistemi WiFi, invita gli stati membri a vietare tutti i telefoni mobili, i telefoni DECT o i sistemi WiFi o WLAN nelle aule scolastiche e nelle scuole. Credo che sarebbe ora che si aprisse un dibattito pubblico su investimenti e tecnologie con potenziali effetti sanitari avversi su larga o larghissima scala, a partire dalla sensatezza di diffondere il Wi-Fi.”

Siamo al paradosso salviamo studenti e docenti da tegole e controsoffitti pericolanti e allo stesso tempo li infiliamo in un “forno a microonde”. Con l’appello di Friburgo un lungo elenco di medici e specialisti denuncia la pericolosità delle trasmissioni senza fili (wi-fi, cellulari, cordless): “Animati da una grande preoccupazione per la salute dei nostri simili, noi sottoscritti medici appartenenti a diverse discipline specialistiche, in particolar modo alla medicina ambientale, ci appelliamo al mondo medico, ai responsabili della sanità pubblica e ai politici, oltre che all’opinione pubblica…” (http://www.next-up.org/pdf/IGUMED_Appello_di_Friburgo.pdf).

Nel dubbio un Paese civile, che tutela la salute dei cittadini e punta sulla digitalizzazione dei servizi, opta per altre soluzioni come la fibra ottica. Perché chi governa non vuole prendere in considerazione altri mezzi meno pericolosi per la salute e non vuole adottare il Principio di Precauzione al fine di scongiurare quanti più rischi per i cittadini?

E-gov, smart city, open data e banda larga i quattro assi di Cosenza

(http://www.agendadigitale.eu/infrastrutture/946_e-gov-smart-city-open-data-e-banda-larga-i-quattro-assi-di-cosenza.htm)

Agenda digitale, arrivano “Wifi come a casa” e “Re-Open Data”

(http://www.municipio.re.it/retecivica/urp/retecivi.nsf/DocumentID/BD18A7BB4D2324FFC1257DAF004F7DA6?Opendocument).

Ossimori creati da incompetenti sedotti da tecnologie che conoscono solo superficialmente e dal fascino imperituro esercitato da Mammona “Do solo Mammona cogitant quorum Deus est sacculus” (io servo solo Mammona, pensano quelli il cui Dio è il portafoglio) Cit. Vang. “Facite vobis amicos de Mammona iniquitatis” (vi fate amici delle iniquità di Mammona). Ovviamente, i timorati di Dio potranno confidare nella teoria del Purgatorio che la chiesa elaborò già nel XII sec. per fornire una soluzione ragionevole alle esigenze poste dalla nascente società mercantile.

… A proposito di scenari avvilenti

Oggi un tristo profilo accompagna chiunque percorra l’A1 da Nord a Sud: potenti ripetitori a scandire i km e i caselli autostradali, palme d’acciaio, cipressi e pini marittimi in materiali plastici, finte torri medievali e posticci camini di vetroresina. Scenario avvilente. La necessità di mascheramento delle stazioni radio base (BTS) ha portato alla mimetizzazione delle antenne con espedienti che taluni definiscono a basso impatto ambientale, come se l’impatto fosse di tipo estetico, ignorando il vero pericolo che nasconde l’elettrosmog.

cipresso   pino   torre1  palma2  rip1                                                                                  rip2  rip5  rip3

In questi ultimi anni tutti noi siamo sempre più esposti a intensi campi di alta frequenza provenienti dalle antenne dei ripetitori televisivi e telefonici, in particolare, le antenne della telefonia spuntano quotidianamente, localmente, come funghi e spesso si collocano al centro delle rotatorie stradali debitamente “integrate” come elementi di arredo urbano. Tali apparecchiature segnano e modificano lo spazio, inoltre, sono posizionate in prossimità di scuole, ospedali, nei centri storici e persino su edifici privati previa elargizione di un rimborso che sicuramente non copre i rischi sanitari. I quattro operatori nazionali hanno triplicato la copertura del territorio, questo è stato possibile grazie al “decreto sviluppo” votato nel 2012 che ha dato il via libera per un incremento del 70% delle antenne telefoniche e del 30% di quelle televisive. L’incremento di questi mesi è strettamente collegato alla diffusione della nuova rete 4g, una velocità di connessione superiore alla attuale 3g, naturale evoluzione commerciale di una tecnologia ormai diventata di largo consumo piuttosto che una reale esigenza necessaria alle attività economico-commerciali dei singoli cittadini. Molte città sono coperte quasi totalmente da una rete wireless e alcuni sindaci hanno introdotto un assessore all’agenda digitale con il compito di assicurarsi che tutti i residenti possano connettersi gratuitamente nel perimetro cittadino. “La perfezione della tecnologia e la confusione degli obiettivi sembrano caratterizzare la nostra epoca” (A. Einstein).

In Italia il Decreto Interministeriale n. 381, del 10 settembre 1998, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 3 Novembre 1998 ed entrato in vigore il 2 gennaio 1999, fissa dei precisi limiti entro i quali un essere umano, ovviamente sano, può rimanere esposto senza conseguenze, ma farla rispettare è alquanto problematico a causa dei forti interessi in gioco da parte delle Multinazionali. Anche se per questi segnali è stato prefissato un limite massimo di 6 volt/metro, come si fa a misurarlo? Sebbene gli organi competenti affermino che il cittadino sia tutelato da questo decreto, avete mai visto qualcuno che controlli periodicamente le emissioni?

Questo tema pare non desti l’interesse dell’opinione pubblica, è raro che se ne parli, c’è chi appare completamente estraneo, indifferente, ignorante o chi teme di essere tacciato di anacronismo, oscurantismo e di voler dar avvio a un’inutile caccia alle streghe….tante categorie…nessun segnale. Alcuni ricercatori stanno verificando gli effetti biologici dell’esposizione ai campi elettromagnetici sull’organismo umano, ma nel breve termine non è semplice stabilire quali siano i valori massimi che si possano assorbire senza correre alcun rischio, nel frattempo in molti traggono profitto da questa vaghezza, in particolare quelle aziende che otterranno enormi vantaggi dalla proposta di legge scuola e banda larga, la quale impone l’attivazione di reti wifi in tutti gli edifici pubblici (scuole, ospedali, comuni ecc.). Che possa essere una strategia escogitata dai nostri “illuminati” governanti per risolvere i problemi legati all’esubero dei dipendenti pubblici e alla carenza dei posti letto negli ospedali?

“Non sempre quello che viene dopo è progresso” (A. Manzoni)

E’ proprio essenziale vivere in una casa costantemente connessa, assistita dalla domotica per servizi sempre più sofisticati e/o inutili? Credo si debba riflettere e discernere tra l’utile e il futile. E’ utile avere un frigorifero in grado di inviare una e-mail indicando i cibi in scadenza? Può darsi, per chi lavora nel settore della distribuzione alimentare e deve controllare la merce in giacenza. E’ necessario avere lo specchio che diventa una piattaforma multimediale interattiva? Forse per qualche Narciso dell’imprenditoria o della finanza. Il pericolo sociale di queste tecnologie è la deresponsabilizzazione, l’induzione alla pigrizia cognitiva atta a creare l’illusione che sia salvifico tutto ciò che allontana dal pensiero (l’atto particolare con cui l’anima percepisce, considera, riflette, osserva, immagina, ricorda, giudica, ragiona).

                 wifi2                  signora

Nicola De Carne Amministratore di Wi-Next non ha dubbi:

Non crediamo che le persone smanino dalla voglia di collegarsi con il proprio PC ad un hot spot in piazza del Duomo a Milano o al Colosseo a Roma, per di più a pagamento, infatti riguardo le reti metropolitane siamo davanti ad un paradosso nel quale la connettività broadband potrebbe essere diffusa grazie proprio al WiFi, ma questo non avviene a causa di investimenti frazionati che si ripercuotono poi sull’esperienza spesso deludente dell’utente, costretto a collegarsi ai vari punti utilizzando sempre account diversi e ogni volta pagando dazio. Rendere disponibile la rete in modo diffuso ed uniforme sul territorio richiede un salto non solo e non tanto di tipo tecnologico, ma soprattutto di tipo culturale […] In un contesto cittadino – spiega una nota diffusa dall’azienda – la creazione della copertura in WiFi sarà demandata ad apparati equipaggiati con il software N.A.A.W. integrati negli elementi dell’arredo urbano (pensiline dei trasporti, illuminazione pubblica, impianti semaforici, totem turistici, impianti di videosorveglianza) che creeranno una rete diffusa in modo capillare. (http://punto-informatico.it/2074845/Telefonia/News/wi-next-presenta-suo-municipal-wireless.aspx)

 Sarà il fascino delle forme?

obelisco

E’ notorio: italiani atavici estimatori di obelischi, forse per un’involontaria predilezione per quel periodo esistenziale definito dalla psicologia ”fase fallica”, corrispondente allo stadio dello sviluppo della libido, in cui prevale l’interesse per i propri organi genitali. Tuttavia, questo incessante erigere antenne, ripetitori, pali e totem è preoccupante e anacronistico. In realtà sappiamo che molte antiche civiltà hanno trovato nel parallelepipedo tronco conico un mezzo per avvicinare il divino, per scongiurare sciagure ed evitare gli strali degli dei. Altri tempi, oggi si preferisce giocare con il fato: “Alcune strade portano più ad un destino che a una destinazione” (J. Verne).

Storicamente gli obelischi erano elementi importanti dell’architettura degli antichi egizi che li disponevano a coppie all’ingresso dei templi. L’obelisco simboleggiava il Dio del sole Ra e durante la breve riforma religiosa di Akhenaton si diceva fosse un raggio di sole pietrificato dell’aten, il disco solare. Si pensava, inoltre, che il dio esistesse all’interno della sua struttura. La cuspide identificava il Benben ed era quasi sempre ricoperta di lamine d’oro, elettro o rame dorato affinché brillasse fulgida illuminata dai raggi solari. I romani erano infatuati degli obelischi, al punto che oggi quelli che si trovano a Roma sono più numerosi degli stessi rimasti in Egitto. Sono noti 27 antichi obelischi egizi, dei quali 15 si trovano in Italia.

In alcuni culti sciamanici, il totemismo si avvicina al concetto di “possessione volontaria” poiché i praticanti di queste discipline antiche e primitive entrano in un contatto così profondo con lo “spirito” dell’animale totem da esserne “soggiogate”, prendendone persino alcuni atteggiamenti ed abitudini oltre che, come si suppone, le loro abilità”. (it.cyclopaedia.net/wiki). Facile è l’associazione conquistadores-indios, affaristi senza scrupoli e fiduciosa cittadinanza, i primi offrono perline di vetro colorate e specchietti (smartphones, tablet e gingilli tecnologici), ma in cambio prendono l’oro (anima, intelletto, salute, cultura). Tra ripetitori, obelischi, totem, perline colorate e smartphones di ultimissima generazione a noi concessi non sussiste culturalmente una sostanziale differenza, peraltro creano dipendenza, possessione, afasia e amnesia.

Così lontani, mai così vicini!

Non era l’antica Cirenaica la terra dei Lotofagi? “…accolsero bene i compagni di Ulisse e offrirono loro il dolce frutto del loto, unico loro alimento che però aveva la caratteristica di far perdere la memoria”. Per non dimenticare i disastri ambientali italiani: 1906 – Amianto – Casale Monferrato inizia la produzione di fibrocemento Eternit, da parte dell’omonima ditta svizzera. Fiume Lambro 2009, rifiuti tossici e radioattivi. 2007 il relitto di Cetraro, una nave affondata nel Mar Tirreno dalla ‘ndrangheta carica di rifiuti tossici e radioattivi. 1992,  rifiuti tossici Pescara. – Amianto –. 1985, catastrofe della Val di Stava, bacini di decantazione della miniera di fluorite a Prestavel. 1978, Genova – Cogoleto, la Stoppani 92.000 m3 di fanghi tossici stoccati nella discarica di Pian di Masino. 1976, diossina, Seveso. 1970, cloruro di vinile – Porto Marghera. Industrie chimiche della zona (EniChem Agricoltura, Agrimont, Montefibre, Montedison in genere), riversano CVM (cloruro di vinile monomero), idrocarburi clorurati e metalli pesanti nella laguna. 1962, Savona, Cengio, ACNA (Azienda Coloranti Nazionali e Affini), afferente all’industria EniChem, si riversano per decenni ingenti quantità di Anidride solforosa, Benzene e fenoli. 1926 Lago d’Orta, ditta Bemberg acque reflue inquinate da solfati di rame e ammonio. (https://geopoliticamente.wordpress.com/2011/05/01/elenco-dei-maggiori-disastri-ambientali-di-sempre).

Onda su onda il mare mi porterà alla deriva, in balia di una sorte bizzarra e cattiva. …. ci sono palme e bambù… è un luogo pieno di virtù.. […] Onda su onda il mar mi ha portato qui: ritmi, canzoni, donne di sogno, banane, lamponi… onda su onda, mi sono ambientato ormai….( P. Conte) imagesDSNNPWUE

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