Pestifero e contagioso morbo

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Forse necessita l’intervento del laborioso provveditore alla sanità Cristofano Ceffini che si adoperò mirabilmente e con tutte le forze per far fronte alla grande epidemia di peste che raggiunse l’Italia nel 1630. Alle prese con le furbizie, le ignavie, le corruttele e le riottosità dei pratesi, egli adempì al suo compito di amministratore riportando in un diario “Il libro della sanità” le precauzioni, i provvedimenti da lui adottati e le spese sostenute durante il flagello, lasciando ai posteri un quadro completo e dettagliato di quanto avvenuto.

Le regole di Cristofano: a) rinchiudere in casa tutti i sospetti per una quarantena di 22 giorni; b) mandare al lazzaretto i contagiati; c) mandare i sopravvissuti del lazzaretto in casa di convalescenza; d) mantenerveli per altri 22 giorni di quarantena…”

Come insegna lo storico Carlo M.Cipolla nel saggio “Cristofano e la peste” se si desse spazio alla forza dell’osservazione, quanti guai e ignominie si risparmierebbero!

L’ennesimo focolaio di peste originato dal bacillo “Expo2015” induce la domanda: è possibile nell’Italia del XXI sec. sconfiggere un nemico il cui volto non è invisibile, ma provocatoriamente palese? Nel XVII sec. gli ufficiali combattevano un nemico sconosciuto: non sapevano né cosa fosse né come colpisse. Le conoscenze mediche non offrivano alcun aiuto: le terapie erano assurde. L’unica speranza era la prevenzione, tuttavia  è difficile organizzare misure preventive quando non si conoscono gli agenti patogeni e il loro modo d’azione. “Ma anche allora contribuì a questa incapacità di capire il gioco degli interessi”, scrive Cipolla: “I mercanti non si sottoponevano facilmente alle ordinanze che proibivano scambi con le aree colpite; la Chiesa si opponeva violentemente alle disposizioni che proibivano processioni e prediche; egoismo e meschinità di personaggi eminenti aumentavano le difficoltà degli ufficiali sanitari”, completavano il quadro “ignoranza, credulità, orgoglio vuoto di un’élite incapace, magistrati impegnati a punire senza sorvegliare, amministratori attenti a scrivere bandi e proibizioni preoccupati di rispettare la forma e incuranti della sostanza, medici gelosi ciascuno della propria ricetta che corrisponde a inoculare un po’ d’acqua e zucchero nell’organismo spossato della società, quando non addirittura a praticare rigorosi e austeri salassi”.

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Mediocri e superbi quanto cinici governanti hanno avuto l’opportunità, puntualmente mancata, di lanciare un segnale inequivocabile in merito al loro impegno contro tutte le mafie. Intervenire come sarebbe normale in un paese fondato sull’onestà e non sul compromesso a ogni costo: sciogliere EXPO 2015 e commissariare l’evento per mafia, chiedendo venia al mondo onesto e ammettendo l’ennesimo fallimento. Ciò avrebbe inferto un colpo durissimo all’economia mafiosa e, soprattutto, all’”indotto” politico. Ma questo non è stato fatto.

timthumb.php LA RAGIONE DI STATO

Con questo alibi in Italia sono stati commessi i più atroci crimini dell’età contemporanea. In virtù della parvenza onesta del politicamente corretto che piace ancora a tanti sudditi, seppur frustrati, e ai benpensanti che hanno il privilegio di godere di qualche beneficio, qualcuno ha deciso che ci sia un salvabile da preservare nella gestione di questo colossale cantiere.

Il Dr. Cantone e’ stato nominato al ruolo di supereroe difensore degli onesti e censore dei disonesti. Nel corso di un’ intervista concessa alla terza rete ha detto che inizialmente la sua squadra era composta da 24 persone, mentre ora se ne sono aggiunte più di 350! Più componenti ci sono in un congegno e maggiori sono le probabilità che uno di questi si possa rompere (o corrompere…). Ha parlato di numerosi arresti legati al cantiere di EXPO 2015, ma non ha spiegato come sarebbero state sostituite le imprese oggetto di infiltrazioni mafiose. Chiunque abbia anche solo una vaga idea dell’organizzazione di un cantiere sa che quanto sta accadendo non potrebbe in alcun modo consentire la normale ripresa dei lavori con il rispetto delle scadenze. Avrebbero dovuto riformulare gli appalti, verificare le aziende, confrontare i nuovi preventivi ecc. Qualora fossero state previste aziende di riserva, perchè le incaricate costrette a ritirarsi, i medesimi accertamenti avrebbero dovuto svolgersi e i tempi si sarebbero allungati notevolmente.

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“So soltanto che bisogna fare quello che occorre per non essere più un appestato, e che questo soltanto ci può far sperare nella pace, o, al suo posto, in una buona morte. Questo può dar sollievo agli uomini e, se non salvarli, almeno far loro il minor male possibile e persino, talvolta, un po’ di bene. E per questo ho deciso di rifiutare tutto ciò che, da vicino o da lontano, per buone o cattive ragioni, faccia morire o giustifichi che si faccia morire”, A. Camus, La peste.

NASCONDERE LA TESTA SOTTO LA SABBIA

Questo chiede con arroganza lo Stato ai cittadini già abbastanza stremati e avviliti per sopportare l’ennesima onta, abnegazione nell’abbassare lo sguardo, dare un’immagine positiva e di speranza oltre ogni logica e buon senso. Trattare il cittadino come incapace di intendere e di volere, vittima inconsapevole della sua ignoranza, è un malcostume italiano. Il paese sopravvive grazie alle persone oneste, nonostante quella politica intrisa di incompetenza, immoralità, menefreghismo, opportunismo, cinismo, demagogia, propaganda e quant’altro di degenerato ha esplicitamente dimostrato di possedere la classe dirigente. Il riscatto può avvenire attraverso un atto semplice: DIRE LA VERITA’. Per esempio alle ultime elezioni regionali in Emilia Romagna i vincitori si sono dichiarati soddisfatti di un conquistato 50% di consensi, ma se la matematica non è un’opinione ha votato il 36% degli aventi diritto e il 50% di 36% è il 18%.In quale paese non sottosviluppato il 18% governa l’82%?

L’Italia grazie a questa scelta politica priva di lungimiranza, oculatezza e sagacia ha perso l’occasione per dimostrare al mondo intero che non è un paese atavicamente corrotto, omertoso e apaticamente sedotto dalla prospettiva del denaro facile. Qualcuno potrebbe interpretare tale presa di posizione come segnale inequivocabile del disprezzo che alcuni politicanti provano per quella massa informe che ha perso l’appellativo nobile di popolo italiano, detentore dei diritti costituzionali fondamentali, oggi meglio definibile “sudditanza italica”. Sono biecamente convinti che nessuno riesca a vedere oltre la nebbia che quotidianamente creano intorno ai loro loschi affari. Ma si sbagliano, molti colgono chiaramente e decidono di dissociarsi da tutto questo e migrano verso altri paesi alla ricerca della dignità perduta….. ma questa è un’altra storia…EXPO 2015 rappresenta la più recente e importante occasione persa dall’Italia per dare un’immagine di Paese decoroso, dignitoso e rispettabile .

Compra un biglietto di EXPO 2015, i corrotti ringraziano!

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“I flagelli invero sono una cosa comune. Ma si crede difficilmente ai flagelli quando ti piombano sulla testa” (A.Camus).

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